Ho passato anni a pensar male di te eri affollata, soffocante, caotica
– non vedevo l ora di lasciarti, per quanto grande mi stringevi come un collare –
Il giorno che ho chiuso la mia prima valigia mi sono fermata ti ho guardato e cattiva mi hai fatto piangere, mi hai fatto “accucciare” nel letto e con la porta chiusa come quando litigavo con i miei genitori – Ti ho visto – ma non mi sono fatta fregare e con la voglia di vedere come sarebbe stato..mi sono asciugata gli occhi e ti ho detto “Ciao” – Ieri è stato diverso.
Ieri la mia arroganza, il mio orgoglio, il mio voler dimostrare di essere cresciuta non mi ha tenuto in piedi e mi sono arresa, seduta in un asciugamano, il mio con le stelle, a fumare con te per l’ultima volta e ho lasciato che mi facessi vedere tutto, quanto sei stata brava!
Mi è sembrato perfino di sentire il profumo! La tua magia mi ha fatto sognare ancora, e mi sono vista mentre facevo la ruota e tu ancora profumavi di vernice e mia madre scandiva il ritmo con le sua urla “sporchi i muri”…quei muri e quelle porte ancora stanno su nonostante le volte che io e papà le abbiamo sbattute, troppo uguali noi. Il balcone, che più di tutti ha sentito battere il mio cuore, come Giulietta stavo li ed aspettavo..ma le più belle sono solo nostre.
In questi ultimi anni più traslocavo più sapevo chi chiamare Casa ed eri tu.
E ora mi sento orfana, ma passerà stai tranquilla.
Noi siamo di cemento armato.